quinta-feira, 22 de julho de 2010
Il mio pianista...
" Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa... e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire... Ci stavamo in più di mile, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi... Eppure c'era sempre uno, uno che per primo... la vedeva. Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando, semplicemente, sul ponte... magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni... alzava la testa un attimo, buttava un occhio verso il mare... e la vedeva. Allora si inchiodava, lì div'era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l'America. "
----> Mi piace tanto ricordare questa storia. Sempre che leggo l'inizio non è possibile non ricordare il trombetista, nel film, dicendo queste parole... Vado da un altro mondo. Vado da un mondo strano. Quel mondo in cui io sono oggi.
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